«Mi sono sentito bene e quando ho sentito la musica mi sono un po’ calmato, perché prima stavamo giocando ai ninja…Questo lavoro è stato un po’ lungo. Mi ricorda un giardino…un albero fiore» A.S. 5ANNI
Durante l’attività proposta, i bambini, organizzati in gruppi eterogenei per età e competenze, hanno partecipato a un’esperienza laboratoriale, centrata sull’uso spontaneo del colore. L’ambiente è stato predisposto in modo accogliente e stimolante, con materiali pittorici facilmente accessibili e accompagnato da musica classica di sottofondo -le quattro stagioni di Vivaldi- che ha favorito un clima rilassato e concentrato.
I bambini hanno esplorato liberamente colori e tecniche, senza indicazioni rigide. La dimensione eterogenea dei gruppi ha favorito collaborazione, imitazione positiva e scambio di idee, valorizzando le differenze individuali.
Le produzioni realizzate, inizialmente individuali, sono state riprese più e più volte da bambini diversi, per poi essere tagliate, accostate e composte in un’unica opera collettiva, simbolo del contributo di ciascuno, al lavoro comune. Significativo è stato il contributo di un bambino che, osservando l’opera finale, ha proposto spontaneamente un titolo, albero fiore, dimostrando grande coinvolgimento emotivo.
L’esperienza si è rivelata positiva sotto diversi aspetti: quello espressivo, quello relazionale e quello creativo. Nessuno ha mai «rivendicato» la proprietà della propria opera singola, consci del fatto che sarebbe diventata un «dono per il quadro di tutti i bambini della scuola»(C.M.5anni), evidenziando così l’importanza di contesti educativi aperti e inclusivi. Quando un bambino viene accompagnato a non trattenere per sé un elaborato artistico ma a donarlo –in questo caso- alla scuola, accade qualcosa di profondamente educativo. A prima vista può sembrare una rinuncia, ma in realtà si apre uno spazio di crescita che riguarda identità, relazione e significato.
Nella scuola dell’infanzia, il prodotto non è un oggetto da possedere, ma una traccia di un’esperienza, è memoria visibile di un processo. Il bambino, così, si sposta da una logica di proprietà a una logica di partecipazione, un primo passo verso una forma di cittadinanza attiva.